Gli oratori espressione dell’attenzione educativa della Chiesa

Domenica 16 marzo 2025 presso la casa per ferie di Barcaglione di Falconara si è tenuto un incontro convocato dall’equipe di Coordinamento diocesano degli oratori e i referenti di oratorio delle parrocchie della diocesi. Il Coordinamento Oratori si è posto come obiettivo il porsi in ascolto delle realtà oratoriane diocesane per cercare vie comuni e condivise atte a far crescere il mondo degli oratori. Si è evidenziato come gli oratori siano l’espressione dell’attenzione educativa della Chiesa italiana. Con un’attività-gioco si sono mappati gli oratori presenti all’incontro. In seguito si sono creati dei tavoli di lavoro in cui, in stile sinodale, un coordinatore ha raccolto le suggestioni espresse dai convenuti, le particolarità, le necessità e le criticità delle singole realtà oratoriane. Si è parlato anche di sostegno agli oratori con fondi pubblici. La restituzione in plenaria ha delineato le linee comuni emerse, come la grande passione con cui ogni singolo educatore si impegna nella propria comunità parrocchiale per l’educazione cristiana dei giovani, perché ad ogni bambino e bambina, ragazzo e ragazza sia data una possibilità in più per crescere bene. Attività estive o nei weekend, campi scuola ma anche gite, tornei o gioco libero, tante sfumature che hanno bisogno di educatori formati e di giovani che mossi dalla passione educativa, restituiscano ai più piccoli quel dono prezioso che hanno ricevuto nelle relazioni significative che si sono istaurate nella loro crescita in oratorio.

L’intervento di mons. Angelo Spina ha sottolineato come Casa Nazareth, la nuova casa per i giovani nel centro di Ancona, sarà il luogo di incontro e formazione per gli operatori di oratorio. Una proposta concreta di formazione per l’anno pastorale 2025-2026, con attività da far partire già da ottobre 2025. L’arcivescovo ha messo in evidenza come la ‘mission’ degli oratori sia importante e ambiziosa, si tratta di far vivere ai ragazzi la parrocchia come casa, come un ambiente dalle relazioni ‘calde’, dove giocare, crescere, formarsi alla buona vita del Vangelo e cercare la propria vocazione. E’ la specificità delle relazioni che si possono instaurare negli oratori che muovono le persone; questo risulta tanto più importante se si confronta con la individualità ‘fredda’ che si istaura se un giovane o una giovane si confrontasse solo con un device digitale.

L’oratorio quindi diventa il luogo favorevole dove la chiesa evangelizza, dove il messaggio cristiano è vissuto nella testimonianza quotidiana, messaggio che non può non attrarre se un educatore sa cogliere le specificità di tutti e di ognuno e sa guardare i giovani con stupore e meraviglia. La sfida e la ricchezza da mettere in gioco è il vedere l’oratorio come luogo per il cammino di mistagogia che la nuova scelta pastorale per la catechesi indica, come prosieguo della catechesi dei sacramenti.

Il vescovo ha sottolineato come gli oratori esprimano i tanti colori che la fantasia dello Spirito può generare, ma tutti devono convergere verso la medesima luce, la fonte della vita cristiana.

I progetti devono rispettare le specificità degli oratori per rendere ogni singola comunità parrocchiale un luogo accoglienta che protegge, custodisce, promuove ed integra le emozioni e le relazioni vere. La luce, quella vera, passa dagli operatori pastorali che sono uomini e donne che credono nella vita buona del Vangelo e credono che il servizio verso l’educazione dei giovani dia senso alla realtà e alla vita. Il compito dei volontari di oratorio è anche aiutare i preti a stare insieme dentro questo dinamismo.

L’intervento si è concluso con una preghiera e la benedizione dell’Arcivescovo.

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